Diffusione del virus Zika in Europa, un rischio sempre più importante

Il virus Zika

Questo virus ha fatto ancora parlare di sé recentemente. Infatti, molti atleti si sono rifiutati di partecipare ai Giochi olimpici di Rio a causa dell’epidemia di “Zika” che colpisce attualmente il Brasile. Per di più, a partire dal mese di agosto, per le donazioni di sangue effettuate negli Stati Uniti viene verificata l’assenza del virus prima dell’utilizzo del sangue raccolto.

Il virus Zika è un Flavivirus trasmesso dalla zanzara della specie Aedes (il virus si trasmette attraverso la puntura della femmina). Questo virus fa parte della stessa famiglia del virus della dengue e della febbre gialla. Attualmente si è già diffuso in Asia e in Africa (è stato scoperto in Uganda nel 1974), e di recente ha fatto la sua comparsa anche in America centrale e meridionale (nel 2015 in molti paesi dell’America meridionale, tra cui il Brasile, con 1,5 milioni di persone infettate solo in questo paese). La malattia che provoca si manifesta a distanza di 3-12 giorni dalla puntura della zanzara vettore. I sintomi fanno pensare alla dengue o alla chikungunya, anch’esse trasmesse della stessa zanzara: febbre, mal di testa, eruzione cutanea, stanchezza, dolori muscolari e articolari. Questo virus, per il quale non esiste al momento nessun trattamento o vaccino, nella maggior parte delle persone infette provoca solo sintomi lievi. Purtroppo, invece, può avere conseguenze drammatiche se viene trasmesso da una madre infettata al feto durante la gravidanza, con gravi lesioni e malformazioni, in particolare microcefalia con danni irreparabili, responsabile di un ritardo mentale irreversibile nel bambino. Infine, in alcuni casi, è stato riscontrato un nesso tra l’infezione da parte del virus e lo sviluppo della sindrome di Guillain-Barré, che si manifesta con una paralisi progressiva ascendente che può raggiungere i muscoli respiratori.

Una diffusione strettamente legata al suo vettore, la zanzara

L’insetto vettore della malattia è la zanzara femmina della specie Aedes, identificabile facilmente grazie alla presenza di strisce bianche e nere sulle zampe. La specie attualmente in grado di trasmettere il virus Zika è l’Aedes aegypti, originaria dell’Africa. Anche l’Aedes albopictus (zanzara tigre, originaria dell’Asia) potrebbe essere un vettore del virus Zika, come lo è già per la dengue e la chikungunya. Contrariamente a molte altre specie, la particolarità di queste due specie di zanzara “tigre” è che pungono anche durante il giorno. Queste due sono anche in grado di deporre le uova in volumi di acqua molto ridotti (qualche millilitro di acqua, ad esempio, nei sottovasi o le grondaie). Le misure di prevenzione tradizionali (uso di repellenti, bonifica di zone paludose) risultano efficaci solo in parte perché molti piccoli punti d’acqua privati non vengono trattati. L’unica prevenzione efficace, in assenza di trattamento e vaccino, rimane la protezione contro le punture. La zanzara femmina si infetta quando punge una persona infettata dal virus Zika. Il virus si replica all’interno della zanzara senza nessuna conseguenza per l’insetto. Quando punge un’altra persona le inietta il virus. I sintomi fanno la loro comparsa a distanza di 3-12 giorni dalla puntura della zanzara, ma durante questo tempo la persona può essere infettata da altre zanzare se viene punta di nuovo. Per questo motivo, le persone colpite dal virus Zika devono evitare di farsi pungere nuovamente per poter interrompere il ciclo di trasmissione virale.

Rischio di diffusione in Europa

Secondo l’Ufficio per l’Europa dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, il rischio globale di diffusione del virus Zika in Europa è giudicato oggi da basso a moderato. I due principali fattori che sono e saranno determinanti per una vera e propria diffusione del virus in Europa sono:

• Le zone geografiche di diffusione (e la loro evoluzione) delle due specie di zanzara in Europa (cfr. Figura 1 e Figura 2)

• La possibilità da parte di queste due zanzare di pungere soggetti che ospitano il virus e che quindi hanno viaggiato di recente nei paesi colpiti dall’epidemia (come il Brasile)

 

Figura 1: Diffusione della specie Aedes albopictus a luglio 2016 | fonte ECDC

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Figura 2: Diffusione della specie Aedes aegypti a luglio 2016 | fonte ECDC

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A oggi, non c’è nessuna epidemia del virus Zika in Europa, nonostante la presenza e la diffusione, riscontrate sul territorio europeo, delle due zanzare, come mostrato nelle figure. Tuttavia, il rischio è giudicato elevato nelle zone a forte concentrazione della specie Aedes aegypti (rive del Mar Nero, isola di Madera), che rappresenta il principale vettore del virus Zika. La diffusione in Europa è comunque maggiore per la specie Aedes albopictus, soprattutto per quanto riguarda il bacino del Mediterraneo, tuttavia questa specie risulta essere un vettore secondario del virus Zika. Ciò nondimeno, tale specie presenta un’espansione geografica notevole, fatto che costituisce un importante fattore di rischio per la diffusione del virus. Il fattore inevitabile di progressione epidemica del virus resta la possibilità che la zanzara punga un soggetto portatore del virus che abbia viaggiato in precedenza, poiché un’eventuale epidemia non sarebbe in grado di svilupparsi a partire da un serbatoio autoctono di virus.

Ruolo dei “Pest Control Operators” nella prevenzione e la gestione della zanzara tigre

Le specie di zanzara vettore del virus Zika sono in forte espansione in Europa. La rapidità dei mezzi di trasporto rende oggi del tutto realistica un’epidemia di questo virus in Europa. Contrariamente alle altre specie di zanzara, che in generale hanno bisogno di ampi specchi d’acqua per riprodursi (ambiente esterno, spazio naturale), queste due specie di zanzara tigre possono sviluppare le larve in soli pochi millilitri di acqua. A oggi, l’impegno a farsi carico del problema della zanzara tigre da parte di organismi professionali dello Stato (EID), nel quadro della prevenzione contro il virus Zika, coinvolge e coinvolgerà necessariamente i PCO nella misura in cui lo sviluppo di queste specie si verifica essenzialmente in ambito privato. In tal modo, i PCO possono essere coinvolti a due livelli nella gestione della zanzara tigre:

• Nel prevenire lo sviluppo di questa specie impegnandosi nella diffusione della diagnosi/del monitoraggio della zanzara “tigre” in quelle città dove si vogliono intraprendere azioni comuni mirate alla prevenzione, sia nei luoghi pubblici che privati

• Nel controllare queste due specie insediate, nello specifico con una lotta coordinata contro lo sviluppo delle larve presso i privati e più in generale nei luoghi privati.

Il coinvolgimento dei PCO nella gestione di questo problema di salute pubblica è sia logico che garanzia di efficacia e sicurezza per la popolazione europea.

Bibliografia

Institut Pasteur
World Health Organisation
Confederation of European Pest Management Associations (CEPA)
ECDC

Dr. Romain Lasseur
IZIPEST (www.izipest.com)
Esperto specie invasive/vettori
romain.lasseur@izipest.com